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martedì 11 agosto 2015

RECENSIONE: "LA MAGIA DELLE COSE PERSE E RITROVATE" DI DAVIS BROOKE

Buongiorno, lettori! Come vi avevo già anticipato, la Garzanti mi ha inviato "La magia delle cose perse e ritrovate" di Davis Brooke, romanzo che ho iniziato con entusiasmo e terminato con una lacrimuccia (seguita da tante altre xD). Ci ho messo abbastanza a leggerlo, per via del caldo afoso che prosciuga non solo la mia voglia schiodarmi dal divano ma anche quella sacra di leggere. Quindi, finalmente eccoci qui :) Un'altra cosa: da oggi ho deciso di inserire nelle recensioni la frase più bella tratta dal romanzo, spero vi piaccia come idea!


Titolo: La magia delle cose perse e ritrovate

Autore: Davis Brooke

Editore: Garzanti

Prezzo: 14,90€



A volte un paio di stivali rossi può aiutare ad affrontare il mondo e le proprie paure. Così è per Millie, che quando li indossa si sente forte e sicura. Ha sette anni ed è curiosa di tutto. Ha tanta voglia di fare domande, di conoscere, di scoprire. Per questo quando un giorno al centro commerciale sua madre sembra sparita, non si perde d'animo, ma cerca qualcuno che possa darle una mano a trovarla. È proprio allora che si imbatte in Karl che se ne sta seduto con lo sguardo perso nei suoi pensieri. Karl è un anziano un po' speciale che mentre parla, digita nell'aria le parole. Solo in questo modo riesce a sentire ancora vicina sua moglie a cui un tempo scriveva parole d'amore sulla schiena. Millie si fida subito di lui e la corazza di diffidenza che Karl si è costruito intorno si scioglie grazie agli occhi sperduti e sinceri della bambina. Gli stessi occhi davanti ai quali Agatha sente nascere dentro una tenerezza ormai dimenticata. A ottant'anni non esce più di casa, dopo la morte del marito, e passa le sue giornate alla finestra a spiare i vicini. Ma appena scorge sulla strada Millie e Karl c'è qualcosa che la spinge a parlare con quei due sconosciuti, a uscire per la prima volta dalla sua solitudine. Perché Millie ha il dono unico di raggiungere il cuore delle persone. Perché il suo sorriso ingenuo e solare è capace di portare la felicità. Lì dove non ci si aspettava più di trovarla. Karl e Agatha si sentono vicini a lei come a nessun altro prima e decidono di ritrovare sua madre. E da quel momento per loro ogni cosa cambia. Scoprono che non è mai troppo tardi per vivere appieno la vita, per lasciarsi trascinare da un desiderio, per permettere all'amore di meravigliare ancora.
E Millie è pronta ad imparare che non tutto ha una risposta e che questa è la magia del futuro. La magia di sapere che lungo la strada si perdono delle cose, ma che c'è sempre il modo per ritrovarle.


VOTO:

★★★★




RECENSIONE.

Millie Bird è una bambina si sette anni, solare e curiosa, che subisce prima l'enorme trauma provocato dalla perdita prematura del padre, e poi dell'abbandono della madre. Da qui comincia un viaggio che trascinerà il lettore con sé, alla scoperta di emozioni nuove o seppellite da molti anni. Millie, infatti, decide di ritrovare sua madre e verrà affiancata da Karl il Dattilografo, un vecchietto simpatico e scappato dalla casa di riposo e Agatha, una vedova arcigna che da sette anni se ne sta segregata in casa dopo la morte del marito. Nel corso del viaggio scopriranno tutti e tre qualcosa in più di se stessi. Evidente è la crescita (forzata) di Millie durante questa avventura, che piano piano si rende conto che sua madre l'ha abbandonata e che non la vuole più. E allora la bambina al chiedere alle persone se hanno mai visto un pollo in un sacco, al domandarsi se si possa amare e odiare una persona allo stesso tempo e al rendersi conto che, prima o poi, tutti diventeranno cose morte, anche lei.

Passando a Karl e Agatha, mi piace dire che le loro storie corrispondono a una sola, un intreccio fitto delle due. Karl è anziano, trascinato e scaricato dal figlio in una squallida casa di riposo, ma vuole ancora vivere e provare emozioni. Così scappa da quella prigione di morte e incontra Millie esattamente dove sua madre l'ha abbandonata, ma a differenza di molte altre persone, lui non la ignora, anzi, instaurano un rapporto di fiducia e amicizia meraviglioso. Agatha invece è una vecchia e burbera vedova, che dopo la morte del marito si chiude in casa per sette anni. L'unico che, in questo enorme lasso di tempo, ha interazioni con lei è Karl: per una settimana cerca di togliere le edere e le erbacce che infestano i muri della casa di Agatha, la quale gli intima ogni volta di andarsene. Ma quando lui smette di fermarsi sotto casa sua, Agatha si rende conto di quanto gli facesse piacere ricevere "visite" da quel vecchietto. 
Grazie al viaggio con Millie, Agatha si rende conto di aver amato suo marito e di non averglielo mai detto, ritenendolo scontato; e di aver sprecato sette anni della sua vita chiusa in casa, poiché avrebbe potuto spenderli alla ricerca di emozioni nuove o seppellite in qualche angolo della memoria. Una di queste è l'amore, l'attrazione per un'altra persona. Lo stile è meraviglioso, con tutti i richiami al passato di ogni personaggio, e fila liscio come l'olio. Riesce ad essere divertente e al contempo malinconico. 
Una cosa che non ho mandato giù è stato il finale: da lettrice avrei preferito sapere di più, ma mi rendo conto che il libro avrebbe perso il suo alone magico se l'autrice avesse svelato nei particolari il prossimo futuro dei personaggi.



CITAZIONE.
"Vedeva negli occhi di Branson Spike quella speranza. Quella speranza nei confronti della donna giusta. Karl sapeva che non occorreva altro, la donna giusta, cui potevi aggrapparti come a una boa in alto mare, che sapeva aiutarti a restare a galla, a smettere di annegare. Eri ancora in alto mare ma non importava, perché potevi aggrapparti a lei, sdraiarti sulla schiena e galleggiare, contemplare il cielo e meravigliarti delle cose che potevano esserti sfuggite. Il giorno, la notte, le nuvole, le stelle, la sensazione dell'oceano che ti lambiva sotto di te."

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Cosa ne pensate? Personalmente, ve lo consiglio molto. E' un libro particolare, coinvolgente, che ha il dono di trascinarvi dentro la storia e viverla con i tre buffi protagonisti. Fatemi sapere :)

Alla prossima, 
Inkworld

1 commento:

  1. L'ho letto anch'io. L'ho trovato molto bello nei sentimenti espressi, anche se molto angosciante.
    Sul mio giudizio finale hanno però risentito alcune scelte narrative che ho trovato illogiche.
    Ho trovato poco empatico l'atteggiamento di Agatha e Karl nei confronti di Milly.
    Se ne dovevano prendere cura, eppure non lo fanno quasi mai veramente. Mai che le chiedano "come stai?", mai una parola dolce, mai che si preoccupino per lei, o che le chiedano se sta bene, se ha fame ecc.
    Per non parlare di quando la abbandonano in macchina (sapendo che la bambina era già stata abbandonata) per andare a fare i loro "comodi" -__-"
    Non so, mi sarei aspettata più tenerezza da loro.
    Comunque c'è da dire che ci sono passi bellissimi e profondi, e se non fossi una di quelli che "i libri non si devono mai scrivere" l'avrei sottolineato quasi tutto XD

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